Aspi, il cambiamento. Public company e controllo di Cassa depositi e prestiti

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri in merito alla decisione ha sottolineato: “è una vicenda antica, una privatizzazione che non è andata bene. Giusto aprire una nuova pagina”.

Il futuro di Autostrade, controllata da Atlantia è ormai scritto. Dopo 21 anni è arrivata la “mutazione”, si torna al pubblico. La public company sarà una società che vedrà Cassa depositi e prestiti come azionista di maggioranza e la Famiglia Benetton sarà ridimensionata e andrà verso una progressiva uscita, fino ad arrivare ad una quota che non sarà oltrè l’11%.

Dopo la riunione fiume del Cdm è stato sancito sia il futuro assetto societario, sia l’accordo transattivo (dagli esborsi compensativi al nuovo quadro tariffario). E’ il vincolo che per evitare la revoca della concessione, si appresta ad acccetare la società. Aspi e Atlantia dovranno quindi arrivare all’immediato passaggio del controllo di Aspi a Cdp, un soggetto a partecipazione statale. Il processo si concretizzerà con la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di Cdp; investitori istituzionali procederanno all’acquisto di quote partecipative; la cessione diretta di azioni Aspi a investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi.

C’è poi la fase della scissione di Atlantia, cioè Aspi uscirà dalla holding e contestualmente sarà quotata in Borsa.
Atlantia si è detta disponibile alla cessione dell’intera partecipazione in Aspi (pari all’88%) a Cassa depositi e prestiti.

Ora il nocciolo della questione è proprio il valore di Aspi, si ipotizza una cifra di 11 miliardi, ma naturalmente sarà soggetta a valutazioni.
Mentre la catena societaria subisce una vera e propria rivoluzione: Edizione, diventa azionista di minoranza. La holding della famiglia di Ponzano Veneto detiene ora direttamente il 30% di Atlantia, la holding infrastrutturale che, a sua volta, controlla l’88% di Aspi. Nel capitale di Aspi anche Allianz, e Silk road per una quota complessiva del 12%.

E’ chiaro che ci saranno nuovi investitori, Cdp secondo i termini dello Statuto e si cominciano a ventilare alcuni nomi: il fondo australiano Macquarie ha confermato di essere interessato, grazie proprio alla presenza di Cassa Depositi e Prestiti, considerato un presidio di tutela dell’interesse pubblico e, per questo, deve avere ampi poteri di vigilanza, controllo e indirizzo. Macquarie metterebbe in campo il suo know how in materia di gestione di infrastrutture autostradali. Australiani ma anche americani. Altra espressione di interesse proviene dallo statunitense Blackstone.

Determinante è anche l’accordo transattivo: misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo salito a 3,4 miliardi di euro; riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” ; rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe”; accettazione della disciplina tariffaria introdotta con una significativa moderazione della dinamica tariffaria”.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!