Bellanova: Se il governo non regolarizza gli immigrati sono pronta a lasciare

La sua battaglia pro immigrazione continua… Molto lodevole verrebbe da pensare. Un ministro che ha a cuore la sorte degli “ultimi”. Peccato che poi sia la stessa che sputa veleno contro il Reddito di cittadinanza destinato agli “ultimi” anch’esso…
I più critici però indicano la sua minaccia di lasciare, come strumentale per indebolire il governo. La Bellanova è non a caso un ministro della componente di Italia Viva che è parte della maggioranza ed è naturalmente molto vicina a Renzi.

Il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova in un suo intervento a Radio Anch’io su RadioRai 1 ha detto di essere pronta a tutto, anche a lasciare il governo se no sarà avviato il processo di regolarizzazione dei migranti impiegati nel lavoro nei campi.

La Bellanova ha spiegato: “Per me questa non e’ una battaglia strumentale, queste persone non votano”. Volendo specificare che la sua non è una battaglia per accaparrarsi un possibile elettorato, ed continuato: “Anche in questa fase di crisi, tanti guardano al consenso, a fare misure per dire ti ho dato, votatami. Noi stiamo facendo una battaglia per quelli che non voteranno o che almeno non voteranno nei prossimi anni. Se la misura non passa questo, per me, è motivo anche di permanenza nel governo. Non sono qui per fare tappezzeria. Ci sono delle questioni che non si sono volute affrontare o che sono state affrontate in maniera sbagliata”.

Una scelta, questa di Italia Viva che renderebbe meno forte un l’esecutivo di governo che già sta vivendo conflitti interni. Quale sia il vantaggio per un partito della maggioranza, un’azione simile, va evidentemente chiesto al suo leader. Da parte di alcuni osservatori, potrebbe prepararsi lo sgambetto al governo, non appena la crisi della pandemia sarà risolta. Resta da capire però se Italia Viva con Matteo Renzi in testa, inizierà la sua transumanza verso destra, abbandonando definitivamente quegli ideali “troppo di sinistra” che evidentemente gli stavano stretti. E’ pur vero che se questo fosse l’intendimento, starebbe usando delle argomentazioni non certo prioritarie della destra, come appunto l’immigrazione, ma siamo ormai avvezzi al fatto che la politica compie strani giri per la rincorsa al potere.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!