Bellanova: Servono immigrati per lavorare e oggi vedrò l’ambasciatore rumeno

Il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, in collegamento con Circo Massimo, su Radio Capital, batte i pugni sul tavolo per la sua politica pro immigrazione e dichiara: “Avere una norma che sbatte fuori le persone è sbagliato; averla adesso, in questo momento, è doppiamente sbagliato”.
La ministra spiega anche perché ritiene che questa sia la strada da percorrere (secondo lei) e aggiunge: “Noi abbiamo bisogno degli immigrati per portare avanti anche il normale funzionamento della catena alimentare. Questi processi o li regola lo Stato o la mafia. E io voglio che sia lo Stato”.
Poi la renziana Bellanova anticipando anche l’imminente incontro con i rappresentanti della diplomazia romena, precisa: “Nel Nord c’erano tanti lavoratori dell’Est nelle campagne per la raccolta e, nonostante il corridoio verde europeo, non si vogliono spostare. Oggi incontrerò l’ambasciatore romeno per parlarne”.

Una soluzione, questa della Ministro, che di fatto prevede l’inclusione di mano d’opera d’importazione… Anche se non è chiaro perché dei cittadini esteri dovrebbero essere immuni ad eventuale contagio e perché invece non potrebbero essere collocati dei nostri connazionali, per tali attività.
Forse in attesa dell’introduzione della paga oraria minima garantita, certi lavori godono di maggiore convenienza, se affidati a cittadini con una fragilità sociale superiore a quella degli italiani. Ma certamente il passato da sindacalista della Bellanova, non le ha fatto fare quest’equazione… Oppure si?

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!