Chef Rubio massacrato di botte sotto casa

Gabriele Rubini (Chef Rubio) è un attivista Pro-Palestina e racconta che è stato aggredito e pestato a sangue sotto casa da “Terroristi ebrei sionisti”. Il suo racconto parla di un agguato di cinque persone, e posta sui social foto e video del suo viso massacrato.

Lo aspettavano

Roma, è notte e Rubini rientra a casa, ma ad attenderlo c’è un gruppo di persone in agguato. Hanno tagliato i fili del cancello elettrico e lo attaccano, spaccano i vetri dell’auto e arrivano a lui. Gli aggressori, racconterà poi lo chef attivista pro-Pal, sono “terroristi. Questi sono ebrei sionisti. Mi hanno aspettato fuori casa in 5, hanno tagliato i fili del cancello per massacrarmi”.

Mostra i segni dell’aggressione

Gabriele Rubini su X ha pubblicato video e foto dell’accaduto, mostrando il suo viso sanguinante e l’auto coi vetri rotti. Ha poi successivamente pubblicato la foto del suo viso ripulito dal sangue che mostra i segni sulla testa e sul volto e un occhio gonfio. Rubini si ritrae sorridente per rassicurare i fans e forse anche per sottolineare che malgrado quanto abbia subito, non è stato scalfito nel cuore e nel sentimento.

Al momento non ci sono elementi che possano convalidare con certezza che la paternità degli aggressori sia riconducibile a gruppi sionisti, come sostiene  Chef Rubio.  Ne tantomeno ci sono notizie di eventuali rivendicazioni.

La solidarietà

I gruppi studenteschi pro-Pal della Sapienza hanno comunicato “la massima solidarietà a chef Rubio, preso di mira e aggredito da una squadraccia sionista”. L’accusa dei pro-Palestina è che “Il terrorismo sionista agisce impunemente da decenni”. Perché gode, sostengono gli attivisti “della connivenza di tutte le istituzioni di questo Paese, che governo dopo governo ha continuato a dar loro sostegno militare, ideologico e politico”.

Foto di copertina da dire.it – Foto interne dal profilo X di Gabriele Rubini (Chef Rubio)

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!