Conte e M5S non cambiano idea sul Mes (aggiornato alle 8:00 del 10 maggio)

Secondo la maggioranza del M5S e del capo politico Vito Crimi, lo stanziamento da 37 miliardi di euro resta in ogni caso un prestito non adeguato e non deve essere utilizzato.

La linea del premier, condivisa dal 99% del Movimento 5 stelle, è la sfida europea sul Recovery fund.


Questo può essere causa di crisi di governo? La risposta arriva proprio dai pentastellati che negano che possa compromettere la stabilità dell’esecutivo e spiegano che “il premier sta conducendo una giusta battaglia perché non vuole limitare ad un solo strumento l’azione di solidarietà fra stati”.

Sono in molti comunque a sentenziare che il Mes non sia più la stesa cosa che era, tuttavia resta un meccanismo di prestito con tempi e interessi (seppure esigui), e il dibattito resta acceso. La materia è al centro di un ampio confronto interno, ma questo “non basta” a chiudere il dialogo fra forze politiche nazionali ed europee. E non costituisce elemento “di crisi di governo o di ripicche all’interno della maggioranza”. Il dibattito, ribadiscono gli interessati, è una “questione che riguarda il futuro del Paese”.

Gli intransigenti spiegano che le condizioni del finanziamento restano, seppure la decisione di ieri dell’Euro gruppo “abbia infiocchettato meglio le condizioni”. L’attesa è sul nuovo board Ue, che è prevista per venerdì prossimo, solo allora si potrà leggere senza dubbio alcuno, il regolamento di cessione.
Il Fondo salva Stati “per noi è un tema molto rilevante – dicono altre fonti – ma c’è anche chi spiega che “chiudere una porta di fronte a più strumenti in campo non ha senso”.
Inoltre, come si è “andati avanti fin’ora se non coi prestiti? Mettiamoci dall’altra parte. Se fossimo noi i ricchi a cui vengono chiesti i soldi, li daremmo gratis? Al momento gli interessi sono pari allo 0,1% e le risorse stanziate riguardano un settore in piena emergenza, quello della Sanità”.

L’oggetto del contendere rimane quindi quello delle condizionalità, “i possibili vincoli futuri”, lo spauracchio della “Troika”, modello Grecia, che “nessuno vuole”. La parlamentarizzazione del percorso sul Fondo? “Vediamo che cosa arriverà in Parlamento”, viene sottolineato.

Una risoluzione prima del Consiglio Ue, previsto per inizio giugno, è comunque l’ipotesi che più è evidente, anche perché per prassi si dovrà sicuramente arrivare alla sua formulazione.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!