Da Bergoglio lettera a Zanardi. Il figlio scrive sui social: non lascio la tua mano

Una lettera manoscritta firmata Francesco è quella che la Gazzetta dello Sport ha pubblicato oggi in prima pagina.
Sul Giornale che gli appassionati di sport del nostro Paese, normalmente trovano notizie delle varie discipline, curiosità sportive, e aggiornamenti del mondo dello sport, oggi c’erano anche le parole del Papa, rivolte ad Alex Zanardi.

Un testo di toni diretti ed intimi rivolti al campione di Formula Uno e di Handbike che da venerdì sera è ricoverato in terapia intensiva. Parole per un uomo che rappresenta un immenso valore sociale per lo sport paralimpico, di cui Zanardi ne è appunto testimonial ma anche protagonista.
Ma Alex è anche rappresentante del valore della “ripartenza”, spesso al centro dell’insegnamento di Papa Francesco. Quando tutto sembra essere perduto, ripete spesso il Santo Padre, quando si è nel buio della disperazione, del dolore fisico o psicologico e tutto sembra essere perduto, persino quando si sta per soccombere sotto il peso degli errori commessi, c’è sempre una seconda possibilità. “Grazie per aver dato forza a chi l’aveva perduta” scrive il Papa a Zanardi.

Nella sua lettera aperta, Bergoglio scrive: “Carissimo Alessandro, la sua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Attraverso lo sport ha insegnato a vivere la vita da protagonista, facendo della disabilità una lezione di umanità. Grazie per aver dato forza a chi l’aveva perduta. In questo momento tanto doloroso le sono vicino, prego per lei e la sua famiglia. Che il Signore la benedica e la Madonna la custodisca. Fraternamente”.

Anche Niccolò, il figlio 22enne di Alex Zanardi ha scritto al padre, postando su Instagram un breve messaggio che ha commosso tutti: “Io questa mano non la lascio. Dai papà, anche oggi un piccolo passo avanti”. Insieme al testo Niccolò ha postato la foto della sua mano che stringe quella del padre.

Le testimonianze di vicinanza e affetto per il campione, sono molteplici e da cinque giorni continuano ad arrivare. Al momento le condizioni di Alex sono stazionarie è il quadro resta critico. Viene ancora tenuto in coma farmacologico ed i medici hanno spiegato che non adotteranno fretta per procedere al risveglio graduale, anticipando che occorrerà ancora una settimana di tempo. Continua il neuromonitoraggio e viene valutato costantemente da un’équipe formata principalmente da anestesisti-rianimatori e neurochirurghi, affiancata da un team multidisciplinare in base alle diverse esigenze cliniche. Resta quindi sedato, intubato e ventilato meccanicamente e la prognosi naturalmente rimane riservata.

I medici in accordo e secondo indicazioni con la famiglia, hanno ritenuto di non emettere per ora altri bollettini medici, fino a che non ci saranno variazioni significative.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!