Dopo il no di Zingaretti, Gualtieri accetta di candidarsi per Roma

Roberto Gualtieri, l’ex ministro Dell’Economia e delle Finanze, del Governo Conte, si candida alla carica di sindaco della capitale .

Lo ha annunciato lui stesso con un tweet. Si mette “a disposizione di Roma, con umiltà e orgoglio partecipo alle primarie del 20 giugno”, scrive Gualtieri.
Il post prosegue: “Costruiamo insieme il futuro della nostra città: io ci sono!”.

E’ quindi lui la “figura forte” del Partito democratico che ingaggerà il duello con l’uscente Virginia Raggi.

Fino a poche ore fa il Pd ha provato a far leva su Nicola Zingaretti, che però ha continuato ad affermare che preferisce continuare il suo ruolo di presidente della regione Lazio. Zingaretti in effetti ha sempre detto di non avere interesse alla candidatura a sindaco della capitale. Dalle sue dimissioni da Segretario generale del partito. Era stato immediatamente indicato come il candidato “giusto” per Roma.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!