FdI a 5 punti dalla Lega e l’effetto Ue fa salire il M5S al 18,9. Conte il più gradito

Il giornalista Paolo Di Mizio, commenta il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, sulle tendenze delle preferenze dell’elettorato, scrivendo: La Lega resta il primo partito ma scende ancora, a 23,1%. La Meloni sale ed è a soli 5 punti dalla Lega (a 18%). Crescono anche i 5Stelle a 18,9%. In calo il Pd (a 19,6%). Aumenta ancora il gradimento già altissimo per Conte.

Il sondaggio di Pagnoncelli per il Corriere della sera, 25/7/2020

Meloni a soli 5 punti dalla Lega
La prova Ue fa salire il governo
di Nando Pagnoncelli
Carroccio in calo ma è il primo partito (23,1%). Pd al 19,6 (-0,8). Il M5S cresce al 18,9

Le decisioni adottate dal Consiglio europeo per fronteggiare gli effetti economici della pandemia e favorire la ripresa, sono di portata storica e segneranno il futuro dell’Unione europea.

L’accordo è stato oggetto di fortissime tensioni tra gli stati membri. L’opinione pubblica in larga misura fatica a entrare nel merito di questioni complesse, soprattutto quando si parla di provvedimenti economici e delle loro implicazioni, a maggior ragione se vengono presentati con acronimi o con definizioni in lingua inglese, da Mes a Sure, da Recovery Fund a Next generation EU. Nella formazione delle opinioni tende spesso a prevalere la semplificazione, la contrapposizione tra amici e nemici, tra i paesi «frugali» e gli altri, tra quanto siamo riusciti ad ottenere e ciò a cui abbiamo dovuto rinunciare.

Per come si erano messe le cose, l’accordo trovato a Bruxelles rappresenta una boccata d’ossigeno e, a giudicare dal sondaggio odierno, il governo ne trae beneficio in termini di consenso. Infatti, l’indice di gradimento dell’esecutivo fa segnare un aumento di 4 punti, passando da 57 a 61, il livello più elevato del Conte 2. Anche il gradimento del premier fa segnare un aumento passando da 63 a 65, avvicinandosi al picco di 66 raggiunto in aprile, nel pieno dell’emergenza sanitaria. Stessa tendenza per i leader e i capidelegazione della maggioranza, mentre quelli dell’opposizione fanno segnare una sostanziale stabilità rispetto al mese di giugno.

Riguardo agli orientamenti di voto, si registra una significativa riduzione (-3,9%) dell’area grigia costituita da astensionisti e indecisi che ritorna al di sotto del 40%. La Lega, pur mantenendosi al primo posto con il 23,1%, subisce una flessione (-0,9%) ed è seguita dal Pd, anch’esso in calo (-0,8%), che con il 19,6% si riporta ai valori di fine febbraio. Al terzo posto si colloca il M5S con il 18,9% (+0,9%), quindi FdI che fa segnare una crescita di 1,7% attestandosi al 18% (il miglior risultato di sempre nei sondaggi), e Forza Italia con il 6,9% (-0,3%).

Alle loro spalle si collocano quattro forze politiche con valori compresi tra 2,5% e 2,9%: si tratta di Sinistra Italiana-Articolo uno con il 2,9% (+0,6%) alla pari con Europa Verde (+1%), Azione (-0,3%) e Italia Viva (-0,4%) entrambe con il 2,5%. Sono dati interessanti alla luce della possibile adozione della nuova legge elettorale (il Germanicum), in discussione alla Camera, basata su un sistema proporzionale che potrebbe prevedere una soglia di sbarramento pari al 3%. Sorge il dubbio che a differenza delle circostanze in cui si affermò il cosiddetto «voto utile», in prospettiva potrebbe prevalere l’obiettivo di far superare la soglia di sbarramento alle forze minori, nella speranza che possano risultare decisive nella formazione delle diverse maggioranze di governo.

Distanze ridotte

I 4 partiti più grandi tutti nell’arco di 5 punti. A Forza Italia (6,9%) il ruolo di «arbitro»

Ma sullo scenario incombe anche il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre per confermare o respingere la riforma che prevede la riduzione del numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200). Ad oggi solo un italiano su tre (35% in crescita di 7 punti rispetto al mese scorso) è a conoscenza di questo appuntamento. Peraltro, una volta informati, quasi tre intervistati su quattro (72%, contro il 67% di giugno) giudicano molto o abbastanza importante il referendum, il cui esito al momento sembra scontato: il 49% (+3% rispetto a giugno) dichiara che voterebbe a favore, contro l’8% che si esprimerebbe contro. E anche i pronostici che gli italiani esprimono sono netti: il 48% si aspetta che la riforma sarà approvata, mentre solo il 12% è di parere opposto e il 40% non si esprime.

Insomma, sembrano profilarsi due campionati, il primo tra i quattro partiti principali distanziati da poco più di 5 punti, il secondo tra le forze minori, tutte nelle condizioni di superare l’ipotetica soglia di sbarramento del 3%. In mezzo Forza Italia che potrebbe avere il ruolo di arbitro della partita. Quanto al governo e al premier, hanno incassato un aumento di consenso dall’accordo di Bruxelles, ma i progetti che verranno messi in cantiere saranno decisivi per mantenerlo.

 

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!