Grande Fratello, da Mickey Rourke a Fausto Leali: la lunga lista dei vip esclusi. Adnkronos – ultimora

(Adnkronos) – A varcare la porta rossa del ‘Grande Fratello Vip’ non solo concorrenti famosi, ma anche scomodi e senza freni. A partire dall’attore Mickey Rourke, che è stato squalificato dall’edizione inglese del Grande Fratello Vip per insulti omofobi, a sei giorni dall’entrata. La star americana, nota per film cult come ‘9 settimane e ½’ e ‘The Wrestler’, si è rivolto alla concorrente Jojo Siwa, nota influencer dichiaratamente queer, con commenti offensivi. Rourke le ha chiesto se le piacessero di più i maschi o le femmine aggiungendo: “Se resto più di quattro giorni nella casa, non sarai più gay”. Come se non bastasse, l’attore ha assunto comportamenti inappropriati durante una lite con un altro concorrente.  

Ma la lista degli esclusi vip dal reality show è lunga. Anche in Italia. Non solo per insulti omofobi. All’elenco si aggiungono bestemmie (costate care al comico Gianluca Impastato e al conduttore Marco Predolin espulsi nella seconda edizione del ‘GF Vip’), insulti sessisti e razzisti. Ma anche scatti d’ira e minacce.  

‘Cartellino rosso’ per Fausto Leali, concorrente del ‘GF Vip 5’. Il cantante è stato squalificato nell’edizione del 2020 per aver dato del “negro” a Enock Barwuah, fratello del calciatore Mario Balotelli. Per Leali quella non si trattava di un’offesa perché “nero è il colore, negro è la razza”, aveva dichiarato.  

Nella stessa edizione anche Alda D’Eusanio è stata eliminata dal gioco. La giornalista e conduttrice tv ha affermato che la cantante Laura Pausini sarebbe vittima di violenza da parte del marito di Paolo Carta. Nessuna giustificazione anche per le frasi sessiste di Salvo Veneziano nel 2020 e Clemente Russo nel 2016. Il primo nel cast del ‘GF Vip 4’ – dopo essere stato tra i protagonisti della primissima edizione del ‘Grande Fratello’ nel 2000 insieme a Pietro Taricone e Marina La Rosa – è stato squalificato per aver usato delle parole pesanti parlando della concorrente Elisa De Panicis. Il secondo, invece, ha partecipato alla prima edizione del ‘GF Vip’, nel 2016, insieme a Stefano Bettarini. A finire sotto accusa, una conversazione tra i due in cui Bettarini ha raccontato di alcuni tradimenti durante il matrimonio con Simona Ventura. Commenti inappropriati sulla conduttrice gli hanno dato un biglietto di sola andata verso l’uscita dalla casa. Senza dimenticare la frase omofoba nei confronti del concorrente Bosco Cobos, che ha chiamato con l’appellativo di “friariello”. 

Nella stessa edizione, l’esclusione di Pamela Prati a seguito di ripetuti comportamenti che hanno infranto le regole del gioco. La sua partecipazione si è conclusa con la frase, rimasta negli annali della tv come un vero momento cult – “Chiamatemi un taxi” – pronunciata dopo aver varcato la porta rossa. Tra gli altri concorrenti espulsi dal ‘Grande Fratello’ c’è il nome di Luigi Maria Favoloso, ex fidanzato di Nina Moric, cacciato per aver mostrato in diretta una maglietta con la scritta ‘Selvaggia (Lucarelli, ndr) s*ca’.  

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Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!