In quarantena anche la crisi di governo, ma restano le questioni irrisolte

Mercoledi 26 era previsto l’incontro tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi ma con molta probabilità slitterà a data da definirsi, e anche le comunicazioni del premier alle Camere con l’illustrazione dell’Agenda 2023, subirà lo stesso slittamento.
Le attenzioni sono naturalmente tutte incentrate sull’emergenza Coronavirus.

Salvini invita il presidente del Consiglio a fare un passo indietro “se non ce la fa” a gestire la situazione.
Dal Pd arriva la risposta al leader leghista e lo accusa di “essere uno sciacallo”.

Conte esorta tutti a “lavorare compatti, evitando toni alti”. Anche da Renzi arriva l’appello a non alzare la tensione: “Bisogna mettere in quarantena le polemiche interne”, dice all’assemblea del partito. Renzi precisa tuttavia che non cambia l’atteggiamento sulla prescrizione: “siamo sentinelle del riformismo, guardiani della serietà, custodi della politica. Non possiamo però dimetterci da riformisti come sta facendo qualcun’altro pur di mantenere il proprio posizionamento”. Nella mattina Renzi ha ricevuto il plauso dei penalisti…

Nicola Zingaretti precisa: “Siamo la forza di una politica responsabile e gentile, non subalterna, che si occupa di dare risposta ai cittadini”. Il segretario dei Dem giudica: “un errore drammatico sempre picconare, dividere, polemizzare, cercare continuamente avventure solitarie che soddisfano qualcuno ma non fanno il bene dell’Italia”.

Prescindendo dai “battibecchi” politici, si registra un rallentamento nelle fila del Pd alla ricerca dei “responsabili”. Stesso andamento si ravvisa nel M5S che comunque non vede di buon occhio un’eventuale ingresso in maggioranza dei forzisti.

Saranno i prossimi giorni che indicheranno la possibilità di un ricompattamento tra Conte e Renzi. Il leader di Italia viva si rivolgeva ai suoi dicendo che al 95% ci si avvia alla spaccatura…

Poi l’emergenza del Coronavirus ha indotto Iv ad un temporeggiamento: “Appoggiamo il governo”. I tempi del chiarimento si sono dunque allargati a causa di forza maggiore.
E’ dal prossimo Consiglio dei ministri che potrebbero arrivare segnali di disgelo, laddove si arrivasse al via libera al “family act” promosso da Italia viva, visto che dal Pd non c’è ancora l’ok ma si punta sul ddl Delrio.

In ogni caso, nella maggioranza di governo quello che non manca sono proprio i nodi da sciogliere, come quello del sistema di voto. Zingaretti si batte per lo sbarramento al 5% e Itaia viva racoglie la sfida del proporzionale.
Maria Elena Boschi, capogruppo Iv è per il no, al diritto di tribuna ai partiti più piccoli che “non superano quella soglia”.
Altro nodo importante è quello delle alleanze alle regionali. Da Zingaretti arriva l’esortazione al M5S: “Lo dico agli alleati di governo: non lasciateci soli contro Salvini e le destre, l’unità è un valore fondamentale”.
Il segretario Dem si è espresso anche sul tema del referendum sul taglio dei parlamentari: “Rischia di diventare un referendum sul parlamentarismo, in tempo di populismi. è stato un errore sottoscriverlo”.

Insomma tutte queste tematiche ora lasciano il campo ad un problema ben più importante e contingente che riguarda il Paese: L’emergenza legata al Coronavirus. Non significa che la Politica si fermerà fino a che non sarà debellato, ma certamente un richiamo alla distensione che interessi tutte le forze politiche è d’uopo, e non potrebbe essere altrimenti.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!