Iran: se Israele attacca, Haifa e Tel Aviv saranno rase al suolo

La tensione tra Iran e Israele è in forte aumento. Nei giorni scorsi, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato la propria determinazione ad impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari.

La risposta è arrivata puntuale. Il ministro della Difesa di Teheran, Amir Hatami ha detto oggi che il suo Paese ha pronti “piani militari” atti a radere al suolo le città di Haifa e Tel Aviv.
Un contromisura preventivata in caso di eventuale attacco israeliano.

Hatami, ha dichiarato che ora è diventato un piano militare la posizione della Guida Ali Khamenei, espressa anni fa. Kamenei infatti disse che se i sionisti avessero attaccato militarmente, la risposta sarebbe stata dura e le città di Tel Aviv e Haifa sarebbero state distrutte.

Amir Hatami ha poi espresso parole dure verso “i sionisti” dicendo che “pronunciano parole più grandi della loro bocca. Ma, come ha detto la Guida, non sono all’altezza da poter compiere atti ostili contro l’Iran”.
Il ministro della difesa ha anche precisato come l’Iran possa fare affidamento sull’appoggio dei quello che è chiamato “l’Asse della resistenza”, costituito da regimi come quello siriano di Bashar Al Assad, e delle milizie di vari Paesi del Medio Oriente. Libano, Iraq e la stessa Siria.

Minacce preventive che hanno la connotazione di avvertimento, ma anche di pesantissime ritorsioni militari. Più che un monito, una vera e propria anticipazione di dichiarazione delle ostilità. Un po’ come dire vediamo chi ce l’ha più duro.
Un’escalation di tensione che non fa sicuramente bene al clima nello scacchiere, che dovrebbe tuttavia essere di deterrente ad ulteriori azioni. Almeno per ora.

Articolo pubblicato dall’autore su Informareh24.it

 

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!

Iran: se Israele attacca, Haifa e Tel Aviv saranno rase al suolo

La tensione tra Iran e Israele è in forte aumento. Nei giorni scorsi, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato la propria determinazione ad impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari.

La risposta è arrivata puntuale. Il ministro della Difesa di Teheran, Amir Hatami ha detto oggi che il suo Paese ha pronti “piani militari” atti a radere al suolo le città di Haifa e Tel Aviv.
Un contromisura preventivata in caso di eventuale attacco israeliano.

Hatami, ha dichiarato che ora è diventato un piano militare la posizione della Guida Ali Khamenei, espressa anni fa. Kamenei infatti disse che se i sionisti avessero attaccato militarmente, la risposta sarebbe stata dura e le città di Tel Aviv e Haifa sarebbero state distrutte.

Amir Hatami ha poi espresso parole dure verso “i sionisti” dicendo che “pronunciano parole più grandi della loro bocca. Ma, come ha detto la Guida, non sono all’altezza da poter compiere atti ostili contro l’Iran”.
Il ministro della difesa ha anche precisato come l’Iran possa fare affidamento sull’appoggio dei quello che è chiamato “l’Asse della resistenza”, costituito da regimi come quello siriano di Bashar Al Assad, e delle milizie di vari Paesi del Medio Oriente. Libano, Iraq e la stessa Siria.

Minacce preventive che hanno la connotazione di avvertimento, ma anche di pesantissime ritorsioni militari. Più che un monito, una vera e propria anticipazione di dichiarazione delle ostilità. Un po’ come dire vediamo chi ce l’ha più duro.
Un’escalation di tensione che non fa sicuramente bene al clima nello scacchiere, che dovrebbe tuttavia essere di deterrente ad ulteriori azioni. Almeno per ora.

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