Israele, caccia ai leader di Hamas: “Nuova fase dell’operazione”. Adnkronos – ultimora

(Adnkronos) –
Israele allarga le operazioni al sud della Striscia di Gaza e dà la caccia ai capi di Hamas, segnalati nella zona meridionale dell’enclave. Il leader di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar e uno dei comandanti delle brigate Izz al-Din Al Quassam, il braccio armato di Hamas, Muhammad Deif sarebbero fuggiti a Khan Yunis. Sinwar, inoltre, non starebbe comunicando con i mediatori del Qatar e dell’Egitto da una settimana ostacolando il negoziato in vista di una possibile liberazione degli ostaggi rapiti in occasione dell’attacco di Hamas ad Israele lo scorso 7 ottobre. 

Il rilascio dei bambini e delle loro madri è una linea rossa fissata in Israele e, secondo una fonte che ha familiarità con i negoziati, non sarà accettato alcun accordo che non li includa. 

“Fino ad ora non c’è stato un accordo per la liberazione degli ostaggi, quando avremo qualcosa da dire, vi aggiorneremo”, dice il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, aggiungendo che il primo obiettivo della guerra è paralizzare Hamas, il secondo è restituire gli ostaggi e il terzo è eliminare ogni minaccia da Gaza. 

Il premier menziona anche la decisione del gabinetto di guerra di consentire l’ingresso di quantità molto limitate di carburante a Gaza, affermando che “gli aiuti umanitari sono essenziali anche per il continuo sostegno internazionale. Senza aiuti umanitari, anche i nostri migliori amici avranno difficoltà a sostenerci a lungo”. 

Per questa ragione, Netanyahu evidenzia: “Quando l’Idf e lo Shin Bet hanno congiuntamente raccomandato al governo di accettare la richiesta degli Stati Uniti di consentire l’ingresso limitato di due petroliere al giorno nel sud della Striscia di Gaza, il governo di guerra ha acconsentito all’unanimità”, aggiungendo che “si tratta di una quantità minima di carburante per far funzionare le pompe dell’acqua e delle fognature, senza le quali si prevede un’immediata epidemia, il cui scoppio sarebbe un danno sia i residenti di Gaza che i soldati dell’Idf nella Striscia”. 

“Siamo nella seconda fase dell’invasione di terra, stiamo agendo anche nella parte orientale della Striscia. Hamas è stata colpita con durezza: perde tunnel, bunker, strutture. Stiamo raggiungendo tutti i punti fondamentali per Hamas e li stiamo colpendo. Giorno dopo giorno, diminuiscono i luoghi in cui i terroristi possono spostarsi”, dice il ministro della Difesa, Yoav Gallant. I leader segnalati a sud nella Striscia “se ne accorgeranno”, “sono tutti dead men walking. Non c’è differenza tra un terrorista con un kalashnikov e un terrorista in abito elegante”, dice con un riferimento a Ismail Haniyeh, che dovrebbe fare base in Qatar. 

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano ed esponente dell’estrema destra Itamar Ben Gvira annuncia nelle stesse ore che porterà questa settimana per un via libera iniziale alla Knesset un disegno di legge che impone la pena di morte per i terroristi. In un post su X, Ben Gvir scrive che lunedì presenterà il disegno di legge, già preparato dal suo partito Otzma Yehudit, al Comitato per la sicurezza nazionale della Knesset. “Mi aspetto che tutti i membri della Knesset sostengano questo importante disegno di legge”, scrive. 

La pena di morte è stata comminata solo due volte nella storia dello Stato ebraico, l’ultima volta con l’esecuzione Adolf Eichmann nel 1962, l’ufficiale Ss considerato uno dei maggiori responsabili operativi dello sterminio degli ebrei nella Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. 

L’ala militare di Hamas, intanto, afferma che “i contatti con alcune squadre il cui compito era quello di sorvegliare gli ostaggi sono stati interrotti”, come riferisce il quotidiano Haaretz, aggiungendo che Hamas non avrebbe informazioni sulla sorte degli ostaggi tenuti da queste squadre, né sulle condizioni delle guardie stesse. 

 

Le operazioni militari di Israele continuano a ruotare anche attorno all’ospedale al Shifa, ritenuto centrale nella rete di Hamas. La maggior parte dei pazienti e del personale dell’ospedale è già stata evacuata, secondo quanto affermano Idf, le forze di difesa israeliane dopo una conversazione registrata con il direttore dell’ospedale. 

Il dirigente ha detto a un ufficiale di lingua araba dell’Amministrazione di Coordinamento e Collegamento dell’Idf che i pazienti in grado di essere evacuati erano già stati trasferiti. Anche la maggior parte del personale se n’è andata. Gli unici pazienti rimasti sono troppo malati per essere evacuati. L’ufficiale ha spiegato al direttore dell’ospedale che “quando ci sarà l’opportunità e la possibilità da un punto di vista medico, ci coordineremo” per spostare i pazienti restanti. 

Per quanto riguarda le equipe mediche di Shifa, il direttore ha risposto che se ne sono andate da sole, “e alla fine non ho alcun controllo su di loro”. La registrazione non indicava un numero preciso di pazienti o di membri del personale. 

Le Idf hanno anche detto di aver trasferito 6.000 litri di acqua e oltre 2.300 kg di cibo, tra cui pesce, cibo in scatola, pane, creme spalmabili e datteri all’ospedale. La registrazione smentisce le affermazioni palestinesi secondo cui l’Idf aveva chiesto l’evacuazione dell’ospedale. 

 

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