La California piegata dal Coronavirus. Chiusura delle attività non essenziali

L’impennata del numero dei contagiati da Covid-19 ha obbligato lo Stato della California a procedere all’ordinanza di chiusura delle attività giudicate non essenziali.

A lasciare la saracinesca abbassata saranno quindi bar e ristoranti, cinema e teatri, palestre, musei, luoghi di culto e anche i parchi zoo. E’ stato lo stesso governatore Gavin Newsom a darne l’annuncio.

Negli USA dall’inizio dell’emergenza della pandemia sono stati eseguiti circa cinque milioni e mezzo di test.
Nella sola California i contagi hanno fatto registrare il numero di circa 330 mila contagiati su una popolazione totale di quasi 40 milioni di abitanti. L’incremento dei contagi nelle ultime 24 ore è stato di 8 mila casi. Le persone che hanno perso la vita sono 7 mila e anche negli ospedali si registra un incremento di pazienti con Coronavirus, rispetto a ieri.

Quella che ormai è universalmente conosciuta come Fase 1, parrebbe essere proprio, in questo momento, ciò si sta apprestando ad affrontare la California.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!