La resistenza pentastellata risponde numerosa, ma sono davvero tanti?

La manifestazione a 5 Stelle contro chi vorrebbe il ripristino dei tanto odiati vitalizi, ha visto il ritorno in piazza del popolo pentastellato. Un successo, un segnale forte, una reazione alla politica che tenta lo sgambetto alla Misura tanto voluta ed invocata dal Movimento 5 Stelle.
Convenuti da ogni parte dello stivale, i manifestanti hanno riempito non solo la piazza, ma anche le vie adiacenti. Le adesioni al meeting romano hanno fatto registrare circa 10 mila presenze.

Contiamoci…
Un trionfo quindi. Invece, a voler fare l’avvocato del diavolo, viene da pensare che, in fondo, si è trattato di una presenza nemmeno troppo dirompente, un’adesione tutto sommato numericamente “contenuta”, ammesso che si possa giudicare contenuta una folla di 10 mila persone che a spese proprie si è recata a Roma…
Allora perché alcune riflessioni, sebbene esprimendo profonda soddisfazione per il successo della manifestazione, mostrano cautela nell’autocelebrazione di tutto ciò? Semplicemente perché un tema del genere avrebbe dovuto mobilitare tre quarti degli italiani… La capitale
avrebbe dovuto essere presa d’assedio, intasata, completamente bloccata da cittadini provenienti da nord a sud del Paese.
Un’assenza di valori che quindi pervade gli animi dei nostri connazionali, o semplicemente una scarsa presa di coscienza individuale che il popolo sia davvero sovrano?

Moltissimi interventi sopra e sotto il palco
Gli interventi sono stati tanti, tutti interessanti e significativi. Gli stimoli a continuare non sono mancati e la risposta popolare ha premiato il Movimento 5 Stelle, e questo non si può davvero mettere in discussione. Questo evento bellissimo, dovrà essere registrato come il primo atto di una resistenza crescente di un popolo che grida all’onestà.
Il primo passo per tracciare la linea di demarcazione tra chi si appiattisce alla volontà di certa politica e chi invece, tenta di cambiarne il corso, è ormai fatto!

Verso il futuro
Questa è la strada che l’elettorato pentastellato continuerà a percorrere? Certamente si, perché è necessario ribattere a chi avvelena la “Res pubblica” con azioni astute e con bugie volte all’immutabilità dello status quo. Cambiare si può, si deve. Ne abbiamo la forza e la potenzialità, allora per la prossima occasione dobbiamo fare in modo che il numero delle adesioni cresca in maniera esponenziale. Non dobbiamo accontentarci (si fa per dire) di contare presenze a 5 cifre. Adesso si punti a riempire le piazze di tutto il Paese perché non si può spegnere una macchina che lavora bene per il cittadino.

Un grazie di cuore a tutti i grillini intervenuti.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!

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