La Santelli tiene il punto e Boccia impugna l’ordinanza della regione Calabria. Adesso è guerra

Da quanto si apprende dall’Ansa, Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha impugnato l’ordinanza della Regione Calabria del 29 aprile, nella quale la presidente della Regione, Jole Santelli autorizzava l’apertura di bar e ristoranti.
Secondo la prassi, gli atti sono stati trasmessi all’Avvocatura generale dello Stato.

Ospite stamattina a Sky tg24, Boccia ha anticipato che si sarebbe andati in questa direzione ed ha espresso l’auspicio che Jole Santelli seguisse le regole. “Lei le conosce bene e sa che quell’atto è illegittimo” ha continuato il ministro spiegando inoltre che le era arrivata la diffida dal governo a ritirare l’ordinanza. “Come Jole Santelli sa, giovedì è partita la lettera, l’invito si è trasformato in una diffida e le procedure sono partite. Lei conosce bene le procedure, ha ancora tempo per ritirare l’ordinanza. Se non dovesse farlo, sa quello che succede quando parte una lettera che diffida dall’andare avanti rispetto a quell’ordinanza”.

La governatrice della Calabria contro le indicazioni del governo. Oggi riaprono bar e ristoranti

 

Francesco Boccia ha anche sottolineato che la presidente della Calabria “nelle ultime due videoconferenze non si è presentata e nemmeno confrontata”. Aggiungendo che questo atteggiamento “non va bene”, Raccontato inoltre: “Io l’ho chiamata perché ci conosciamo da anni”.

Anche In un’intervista rilasciata al Messaggero, Boccia ha annunciato che se non ci sarà il ritiro dell’ordinanza, nelle prossime ore scatterà l’impugnazione “domani mattina al Tar” ha precisato il ministro.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!