L’epidemia finirà prima o poi, ma arriva il colpo di coda e riguarda la psiche

La direttrice del Dipartimento salute mentale dell’Oms, Devora Kestel, ha presentato un rapporto Onu, nell’ambito dei rischi sulla salute mentale a causa della pandemia da Coronavirus.

Nel rapporto viene evidenziato come “L’isolamento, la paura, l’incertezza, le turbolenze economiche” possano ingenerare, “sofferenze psicologiche”. La Kestel ha inoltre messo in guardia sulla potenzialità di un probabile aumento dei casi di malattie mentali. Un richiamo all’attenzione dei governi che quindi dovranno mettere “in primo piano” anche quest’aspetto della salute pubblica.

Devora Kestel ha poi ribadito, nel corso di un incontro coi giornalisti, che “la salute mentale e il benessere di intere società sono state gravemente colpite da questa crisi e sono una priorità da affrontare con urgenza”.

Nel rapporto dell’Onu, dove sono indicate con chiarezza tutte le linee guida sul Coronavirus e le malattie mentali, vengono evidenziate diverse zone del pianeta ma anche aree della società che sarebbero maggiormente vulnerabili al disagio mentale.
Tra i soggetti a rischio sono inclusi i bambini e i giovani che hanno vissuto un isolamento da amici e scuola. Stessa variabile di rischio riguarda gli operatori sanitari, costretti ad assistere a migliaia di infettati e anche a molte morti per Covid-19. Una condizione che sebbene chi opera in questo settore mette in conto, assume un carico emotivo insopportabile.

Non solo fisicamente dunque, ma anche emotivamente e psicologicamente arriva l’impatto della pandemia sulla popolazione mondiale. E sarà premura dei governi recepire l’allarme contenuto in questo rapporto. Solo l’attuazione di misure idonee al contrasto di questo disagio, potrà infatti garantirne il contenimento. L’ennesima sfumatura negativa inferta da questo odioso virus.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!