Maxi decreto: 4,3 miliardi ai comuni e 400 milioni ai buoni spesa per italiani in difficoltà

Il premier Conte, nel corso di una conferenza stampa in diretta Facebook, ha annunciato che una grossa quantità di denaro sarà destinata immediatamente ai comuni, e agli italiani ai quali sta venendo a mancare effettivamente la possibilità economica di fare la spesa.
Il premier ha assicurato tempi rapidissimi, per un sostegno concreto e l’azzeramento della burocrazia, per far in modo che le famiglie più duramente colpite dalle conseguenze dell’epidemia di Coronavirus possano essere messe in condizione di continuare ad accedere ai beni di prima necessità.

Conte ha precisato: “Lo Stato c’è. Sappiamo che ci sono tante persone che soffrono, c’è chi addirittura ha difficoltà a comprare generi alimentari. Ho firmato il Dpcm e giriamo 4,3 miliardi ai Comuni (misura che sarà già attiva da domenica ndr) e aggiungiamo 400 milioni con ordinanza della Protezione civile con il vincolo di utilizzare queste somme per le persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari”.

L’imperativo che lancia il Presidente del Consiglio e che: “nessuno sarà lasciato solo. Siamo al lavoro per azzerare la burocrazia, stiamo facendo l’impossibile. La ministra Catalfo e l’Inps stanno lavorando senza sosta. Vogliamo permettere a tutti i beneficiari della Cassa integrazione di accedervi subito, entro il 15 aprile, e se possibile anche prima”.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha aggiunto: “Stiamo lavorando per rendere fruibile il prima possibile gli indennizzi, e dal primo aprile, con un click, si potrà fare domanda e saranno erogati i 600 euro che vogliamo rafforzare e allargare. Non è tanto il momento di riformare strumenti ordinari ma di far fronte a una situazione straordinaria. Il bonus (il ministro fa riferimento al reddito di emergenza) sarà più rapido, più efficace e più universale per chi non usufruisce di una fonte di reddito”.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!