Non uscite di casa. A meno che, non vi chiamate Matteo

Oggi alcuni giornali, raccontano della passeggiata del Leader leghista in giro per le vie di Roma con la fidanzata, Francesca Verdini.
Sono stati fotografati ieri, mano nella mano.


Un quadretto commovente se non fosse in barba al decreto che impone di stare a casa.

Lui il signor Matteo, predica nei salotti della tv che che bisogna chiudere tutto. Però va in giro , violando regole che diversamente valgono per tutti i cittadini.

E’ Michele Bordo, vicecapogruppo Pd alla Camera, che apre la polemica sul comportamento del capo del Carroccio. “È l’ennesimo segno di come il leader della Lega continui a prendere in giro gli italiani. La gente è stanca di passerelle televisive e bugie. Lo dimostrano il calo di credibilità di Salvini e il crollo della Lega nei sondaggi. In questo momento di grande difficoltà, di incertezza e di emergenza, i cittadini si aspettano invece dalla politica, serietà, verità e risposte concrete, tanto sul piano sanitario che su quello economico”, ha detto Bordo.

La replica dell’ex vicepremier è arrivata puntuale: “Non è una passeggiata, Matteo Salvini esce a fare la spesa, velocemente, sotto casa, anche io penso di averne diritto, le polemiche le lascio alla sinistra”. Così ha replicato Salvini (parlando di se stesso in terza persona…) su Facebook, aggiungendo: “Non andavo a passeggiare al Colosseo, come tutti esco per andare o in farmacia o per andare a fare la spesa”.

Bravo Matteo, esci come tutti a fare la spesa, ma dimentichi che nel dispositivo di sicurezza emanato dal governo è indicato che a fare la spesa non si va in comitiva e nemmeno in due, si va da soli, evitando quanto più possibile l’esposizione. Bravo davvero, un bell’esempio per tutti.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!