Ora legale abolita? La decisione del governo

Le lancette dell’orologio quest’anno andranno avanti di un’ora domenica 29 marzo. Sarà questa l’ultima volta del cambio di orario?

La decisione del governo.

La convenzione dello spostamento tra ora solare e ora legale, rimane. In molti in realtà avevano la convinzione che questa sarebbe stata abolita, ma il doppio orario resterà in vigore, almeno per ora.
Il governo Italiano ha depositato a Bruxelles la richiesta formale per mantenere lo status quo.

Quando è stata adottata l’ora legale?

Il 25 maggio del 1916 col Decreto legislativo numero 631, il nostro Paese ha istituito l’ora legale. Interrotta solo tra il 1940 e il 1948, a causa della II Guerra Mondiale. Venne poi riadottata nel 1965 a causa della crisi energetica.

Le variazioni dell’ora legale.

La legge stabilì che l’ora legale avesse durata di 4 mesi (da fine maggio a fine settembre). La durata venne portata a 6 mesi nel 1981.
In fine, di concerto con tutta la Comunità europea, nel 1996 si indicó come data di inizio l’ultima domenica di marzo e come data di termine l’ultima domenica di ottobre.

Perché c’è l’ora legale?

Al fine di poter sfruttare maggiormente l’irradiazione del sole nel periodo estivo, è stata istituita la convenzione di spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio.

Una curiosità.

La Comunità europea tra il 4 luglio e il 16 agosto del 2018 apri su sul proprio sito web una consultazione pubblica in merito all’ora legale. Tra le domande c’era quella che chiedeva il parere sulla preferenza tra ora legale e ora solare, in caso di abolizione del cambio d’orario.
Si registrano circa 4,6 milioni di risposte, il numero più alto che una consultazione pubblica abbia mai raggiunto.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!

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