Presidente Fifa: Non escludo Europei a rischio a causa del Coronavirus

Gianni Infantino, il presidente della Fifa, risponde ai microfoni di Sky Sports UK, in merito alla questione di un possibile rischio Europei per il Coronavirus: “Un rinvio? Non posso escludere nulla, non dobbiamo farci prendere dal panico, ma dobbiamo esaminare con attenzione la situazione”.
I campionati europei di calcio sono in programma dal 12 giugno al 12 luglio 2020. Infantino ha auspicato che non ci si avvii verso l’annullamento delle competizioni, “Emettere un divieto generale sarebbe difficile visto che la situazione è diversa in ogni Paese. In ogni caso, la salute delle persone è più importante di una partita di calcio. Dobbiamo restare vigili, sperando che l’epidemia non si espanda”.

Il numero uno del calcio mondiale ha lasciato quindi trapelare la sua preoccupazione, anteponendo le ragioni della salute pubblica a quelle del calcio. Naturalmente al momento non è possibile per nessuno, azzardare una previsione più o meno certa su quello che saranno gli eventi e le relative decisioni, ma per gli amanti di questo sport, l’ansia sale parallelamente alla speranza che tutto trovi risoluzione prima dell’eventuale fischio d’inizio.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!