Preso il terrorista considerato la mente della strage a Charlie Hebdo

Era il 2015 ed alla redazione di Charlie Hebdo, il giornale satirico francese fece irruzione un commando di terroristi provocando una strage.

Nella serata di ieri 20 dicembre è arrivata la notizia che a Gibuti (uno Stato dell’Africa orientale, sito nel Corno d’Africa) è stato arrestato il jihadista francese, Peter Cherif, sul quale gravano forti sospetti che sia una delle menti dell’attentato.

Attualmente è già trattenuto in custodia della polizia francese e pronto all’estradizione verso la Francia.
La notizia è stata resa nota dal sito del settimanale “Marienne”, che cita fonti del governo, la stessa notizia è stata poi ripresa da altri media francesi.

Peter Cherif, 36 anni, era l’amico dei due fratelli Kouachi, autori materiali della strage.

L’uomo era in fuga dal 2011, era uno dei terroristi più ricercati al mondo ed era conosciuto anche col nome: Abou Hamza.

Un passato da ex delinquente comune, per poi fare il grande salto nei corridoi terroristici dei frequentatori di Parc des Buttes-Chaumont (un parco pubblico situato a nord-est di Parigi con una superficie di 24,73 ettari) dove incontra i fratelli Kouachi.
Cherif, nei primi anni 2000 ha combattuto in Iraq ed è stato condannato dagli iracheni, ma nel 2006 è riuscito ad evadere per poi venire catturato di nuovo dalla polizia francese. Lasciato in libertà in attesa del processo, riesce a fuggire nell’ultimo giorno del suo processo.
Nel 2011 si trasferisce nello Yemen e si arruola nelle fila di Al Qaida nella penisola arabica, qui viene raggiunto da Said, uno dei fratelli Kouachi.
Dalle indagini della polizia, Peter Cherif sarebbe uno dei mandanti, forse il principale “cervello” dell’azione terroristica di Charlie Hebdo. L’uomo sarebbe inoltre stato in contatto anche con l’autore dell’attacco all’Hyper Cacher di Parigi di due giorni dopo, Amedy Coulibaly.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!