Salvini proprio non ne azzecca una… Pronta la trovata pasquale

Il portale Virgilio Notizie alle 15:48 di oggi ha pubblicato una notizia che riguarda il leader dell’opposizione.


Matteo Salvini ha infatti proposto che le chiese in occasione della Messa di Pasqua siano aperte. Così ha detto, parlando ai microfoni di SkY Tg25.
Nell’intervista ha spiegato le ragioni della sua porposta: “Sostengo la richieste di coloro che dicono di poter entrare in chiesa, seppur ordinatamente, con le distanze di sicurezza, per la Messa di Pasqua. Magari un po’ alla volta, in quattro o cinque”. Poi Salvini precisa meglio: “Rispettando le distanze, in numero limitato, la santa di Pasqua per milioni di italiani può essere un momento di speranza”.
L’uomo Salvini, in merito all’emergenza Coronavirus ha detto inoltre di non vedere l’ora “che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria”.

Un’omelia, più che un’intervista, e predicata senza l’ausilio di paramenti sacri e nemmeno uno straccio di felpa dalle connotazioni ecclesiastiche.
Una proposta fuori luogo, in contrasto con la logica che ha fatto formulare al governo l’indicazione di stare tutti a casa, fino proprio al 13 aprile, il giorno di Pasquetta, per evitare che l’occasione della gita fuori porta o delle riunioni di parenti e amici nei ristoranti, possa costituire elemento favorevole al contagio. Ma lui, il Supereroe dei sovranisti italici, pur di andare in contrasto col governo, la butta sulla religione e si fa paladino di quelli che gli hanno richiesto questa santa deroga. Ma chi glielo avrà chiesto mai a lui, di farsi portavoce di questa pia istanza?
Come potrebbe essere applicabile una formula del genere? come potrebbe un parroco accogliere in chiesa, fedeli scaglionati? Magari facendo un sorteggio preventivo per l’assegnazione di posti e orari?
Sarebbe bello se Salvini, almeno in questo drammatico periodo di emergenza, la piantasse di pensare ai Santi e ascoltasse un po’ i fanti, quei fanti che indossano un camice bianco e talvolta ci rimettono la vita per il bene di tutti.

Ma superata la questione Pasqua, ha anche espresso il suo pensiero prettamente politico, e con un occhio alla campagna elettorale ha voluto commentare così, tirando in ballo Draghi: “…ha detto cose che sottoscrivo: spendere tutto per salvare reddito, lavoro e imprese”.
Il giornalista a questo punto è stato diretto, e gli ha chiesto se ritenesse utile un governo con la direzione di Mario Draghi. Una domanda “benedetta”, visto il contesto del discorso, ma anche “indotta”, visto il preambolo fuori tema di Salvini… Che ha subito risposto così: “Per ricostruire l’Italia servirà il meglio, quindi perché no? O uno si ritiene autosufficiente, ma sarebbe scarsa saggezza, oppure tutti debbono essere coinvolti. Naturalmente Draghi deciderà per se stesso, ma l’Italia avrà bisogno di tutto e del meglio”.

Una frecciatina al governo che non è passata inosservata… Che vuol dire: l’Italia avrà bisogno del meglio? Semplicemente che adesso non lo ha. E’ ovvio! Tutti devono essere coinvolti? E qual è il valore del coinvolgimento che stanno apportando dall’opposizione? La proposta della Messa a Pasqua? oppure la proposta della Meloni, di dar subito 1000 euro a chiunque ne faccia richiesta, poi si vedrà se ne aveva diritto?
Una cosa seria Matteo Salvini riuscirà a dirla prima o poi? Da più parti ne sono sicuri, e da voci di corridoio, pare che abbia in serbo una cosa seria da raccontare agli italiani, ma forse la sta riservando come sorpresa dell’uovo di Pasqua.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!