Serbia, l’opposizione in sciopero della fame, per rinvio elezioni e più libertà

Belgrado, la capitale della Serbia, gia capitale della ex Jugoslavia, vede proseguire lo sciopero della fame davanti al Parlamento. Una protesta messa in atto da Bosko Obradovic e Ivan Kostic, entrambi dirigenti di Dveri, il movimento di estrema destra serbo.
Obradovic è in sciopero della fame da domenica, e successivamente Kostic si è unito alla protesta.

E’ questa la maniera drastica che hanno scelto gli esponenti politici per chiedere il rinvio di sei mesi alle elezioni parlamentari, indette per il prossimo 21 giugno. La data delle elezioni era già slittata, a causa della pandemia, dal 26 aprile. Le richieste sono anche tese alla creazione di un governo tecnico.

Il leader dell’opposizione radicale Obradovic, ha inoltre dichiarato oggi che lo sciopero è anche contro il rigido controllo che il presidente Aleksandar Vucic opera sui media. La protesta è contro una politica autoritaria e contro l’attuale condizione di pesante discriminazione verso la popolazione serba e verso la Chiesa ortodossa serba in Montenegro.

Le richieste di Obradovic sono inoltre per l’ottenimento di uno spazio, per spiegare le sue ragioni, su RTS, la televisione pubblica.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!