Tutti contro Greta. E c’è chi tenta di girare la frittata

Greta Thunberg è l’icona mondiale della protesta ecologista, grazie a lei sono sorti gruppi di giovani che hanno ritrovato, rispetto alle precedenti generazioni, il gusto di incazzarsi contro un’abitudine globale che letteralmente se ne sbatte dei danni all’ecosistema in ragione del profitto.

Eppure ‘sta Greta, stà sulle palle a parecchi. Sono in molti quelli che si affannano a cercare di dimostrare quanto sia manipolata dai potenti…(?) E tutti in fila a dire male di lei e dei “gretini” che seguono la sua rabbia e il suo sdegno.

Insomma è sorta una vera azione comune di giovani rompicoglioni che con le lore proteste “danneggiano seriamente” un processo che i potenti del pianeta hanno messo a punto, per ricavare utili fregandosene dei danni all’ambiente.

I ghiacciai si sciolgono? E sti cazzi, vuol dire che avremo più acqua a disposizione. La temperatura aumenta? Beh qual è il problema, avremo più giorni da passare al mare per prendere la tintarella. Il mare è inquinato? Mica dobbiamo berlo, dobbiamo andarci a nuotare e poi se è inquinato, tanto meglio, così mentre nuotiamo se ci scappa di pisciare, non si noterà! Lo smog da emissioni fa male e fa venire il cancro? E va bene ma allora che facciamo, torniamo all’età della pietra solo perché qualcuno ci resta secco?

Appare quasi inutile ripercorrere tutte le fasi che hanno risvegliato le coscienze, per lo più dei giovani. Il “blocco” in difesa dell’ambiente chiede ai governi di tutto il mondo di attivare politiche in difesa dell’ambiente e di avviare un definitivo processo di green economy, di bandire la plastica, di riservare maggiore attenzione alle emissioni, e poi il riciclo, il contenimento dei consumi, lo spreco di acqua, energia elettrica, lo smaltimento di sostanze pericolose, ecc… Tutte cose che dovrebbero già essere parte del nostro pensare comune, tutti processi che una civiltà moderna ed emancipata avrebbe già dovuto attuare naturalmente, senza bisogno di solleciti di piazza.

Ma c’è chi dice che questi giovani siano tutti strumentalizzati, che sono manovrati da una regia occulta, che la stessa Greta Thunberg è l’espressione paracula di chi ha interesse che ciò accada… Ma che cazzo vuol dire che Greta è manovrata? Manovrata da chi? E perché? E anche volendo ammettere che ci sia un intento segreto, uno scopo occulto, dietro a tutto questo, ma sarebbe fantascienza, è comunque un fenomeno che fa del bene a tutti, che costringere a prendere atto che stiamo sbagliando tutto e dobbiamo correre ai ripari, ed è già tardi!
Questi bastian contrari altro non sono in effetti che uno strumento proprio di quelli che vorrebbero mantenere lo status quo e lasciare che il pianeta si fotta, purché non si alterino gli equilibri che consentono loro di continuare a spargere monnezza e merda sul mondo per continuare ad ingrassare i loro culi flaccidi.

E’ interessante riflettere su come abbia tentato di “rigirare la frittata” un giornalista (evidentemente pennivendolo o semplicemente stronzo) di SkyNews Australia. Ha dato la sua risposta ai giovani che hanno manifestato per il clima dicendo loro: “Voi siete la prima generazione che ha preteso l’aria condizionata in ogni sala d’aula; le vostre lezioni sono tutte fatte al computer; avete un televisore in ogni stanza; passate tutta la giornata a usare mezzi elettronici; invece di camminare per andare a scuola prendete una flotta di mezzi privati che intasano le vie pubbliche; siete i maggiori consumatori di beni di consumo di tutta la storia, comperando in continuazione i più costosi capi di abbigliamento per essere ‘trendy’; la vostra protesta è pubblicizzata con mezzi digitali e elettronici.
“Ragazzi, prima di protestare, spegnete l’aria condizionata, andate a scuola a piedi, spegnete i vostri telefonini e leggete un libro, fattevi un panino invece di acquistare cibo confezionato.
“Niente di ciò accadrà, perché siete egoisti, mal educati, manipolati da persone che vi usano, proclamando di avere una causa nobile mentre vi trastullate nel lusso occidentale più sfrenato. Svegliatevi, maturate e chiudete la bocca. Informatevi dei fatti prima di protestare”.

Cosa rispondere a questo genio dell’analisi sociale? Che s’è dimenticato delle discariche, delle case automobilistiche, dei produttori di materie plastiche, dei mancati depuratori, del petrolio che si riversa negli oceani e fa strage di fauna e flora marina? Cosa rispondere ad uno che reputa responsabili dei ragazzi che quando queste cose sono state introdotte manco erano nati o se già erano al mondo, si pisciavano ancora addosso nei pannolini di materiale sintetico e succhiavano latte in polvere per non rovinare le tette materne. Cosa replicare ad un coglione che ritiene responsabili i giovani che sono nati in un periodo post-consumista dove il monouso, l’usa e getta, i packaging in plastica e la produzione di materiale tecnologico, hanno fatto da padroni, imponendo ai mercati certi prodotti e compiendo politiche di scelte indotte e obbligate? Il giornalista moralizzatore forse ha l’orologio indietro di una trentina d’anni o evidentemente non ha figli e nipoti e allora può servire senza sobbalzi alla coscienza, il potente che lo istruisce.

Non sarà che nella mente di costui, alberghi il pensiero che sia stato per volere di un ragazzino di 4 o 5 anni che il padre s’è comprato il Suv e la madre abbia preteso di alzare la temperatura del calorifero perché aveva i piedi freddi, non sarà che adesso le scelte fatte dalle generazioni precedenti debbano ricadere su chi è oggi ventenne o giù di lì? Un giornalista avrebbe il dovere di riportare i fatti, evitando di influenzare la realtà delle cose rimanendo super partes quanto più possibile. Il problema di fondo però è che alcuni giornalisti, mettono da parte l’etica e indossano i panni da puttana. Con tutto il rispetto per le puttane vere, che quelle almeno non si fingono qualcos’altro e cedono solo il corpo, non la mente!

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!

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