Ue: aiutare l’Italia rapidamente e facendo il massimo contro la crisi Coronavirus

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla quale si è “accodata” Margrethe Vestager, la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue e commissaria alla concorrenza, ha fatto sapere che l’Unione europea si dice pronta a sostenere il nostro Paese: “Ho parlato con il premier Conte, abbiamo discusso della situazione in Italia e di che tipo di sostegno aggiuntivo possiamo dare. Abbiamo deciso di sentirci in videoconferenza nei prossimi giorni per vedere come fornire ulteriore sostegno e che tipo di altre misure”.

La von der Leyen ha inoltre tenuto a precisare: “La situazione in Italia è particolarmente severa, restiamo pronti a lavorare con il Governo italiano su misure aggiuntive per rimediare ai seri problemi dell’economia, in base all’ articolo 107.3 del Trattato”.

Anche Charles Michel, il presidente del Consiglio Ue, al termine del vertice straordinario a 27, tenuto in videoconferenza, ha affermato: “Dobbiamo lavorare insieme e fare il possibile, rapidamente”.
Le priorità indicate dai leader sono 4. Al primo punto, la necessità di limitare la diffusione del virus. C’è poi l’urgenza di assicurare le forniture mediche, evitando le restrizioni al mercato unico. Al terzo punto l’intenzione di promuovere la ricerca. Infine, l’obiettivo comune di affrontare le conseguenze economiche facendo ricorso ad “ogni mezzo necessario” per lo scopo.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!