Zanardi, dopo l’operazione è in coma farmacologico, intubato ed in terapia intensiva

Amici, familiari, il mondo dello sport e tutta Italia sono in apprensione per le condizioni di Alex Zanardi. Dal momento dell’incidente, avvenuto ieri intorno alle ore 17, tutti sperano in un nuovo miracolo, che possa fare il paio a quello compiuto da Zanardi 19 anni fa, dopo il tremendo incidente del Lausitzring dove, riuscì a sopravvivere e a riprendersi dopo aver già ricevuto l’estrema unzione, ma anche dove perse entrambe le gambe.

Il neuro chirurgo Giuseppe Olivieri ha spiegato: “È arrivato da noi con un trauma cranio-facciale importante, con un fracasso facciale e una frattura affondata delle ossa del frontale. È stato operato per ‘rattoppare’. Al momento tutti i numeri sono buoni, ovviamente neurologicamente non è valutabile, pur rimanendo la situazione grave. L’intervento è andato come doveva andare, ma è la situazione iniziale che era tanto grave”.

Non è per il momento valutabile il quadro neurologico, fanno sapere i medici che la valutazione avverrà “quando si sveglierà, se si sveglierà…”.
Poi spiegano che: situazione grave, vuol dire che può morire, e che i miglioramenti avvengono piano piano, col tempo, invece il peggioramento può essere repentino. Poi spiegano che il paziente è al momento tenuto in coma farmacologico e che comunque le possibilità di ripresa esistono. La prognosi resta naturalmente riservata e non ci sono al momento segnali che possano far ipotizzare ad un’evoluzione in positivo o in negativo.
Zanardi: gravissimo anche se stabile. dopo l’operazione è in coma farmacologico, intubato ed in intensiva

Occorrerà almeno una settimana o anche una decina di giorni per capire se ci sono reali danni a livello neurologico. Pian piano verrà svegliato e poi valutato neurologicamente. Ha fatto una Tac subito dopo l’intervento, ora ha un piccolo catetere per la misurazione della pressione intracranica che monitora la situazione dell’encefalo e in caso di bisogno si procederà ad un’altra Tac, ma solo nel caso la pressione intracranica dovesse aumentare.

Con Alex, ci sono la moglie Daniela che durante la gara era al seguito del team, e il figlio Niccolò.

Ore di attesa dunque, per le sorti del campione amato da tutti. Ore di angosciosa speranza della replica di una miracolosa rinascita. Alex è un simbolo, non solo un atleta e la sua forza è di esempio e stimolo per chiunque viva una condizione estrema o comunque di limitazione. L’amore di tutti gli deve arrivare per forza, non può essere altrimenti! “Non mollare campione” è quanto in tantissimi stanno pensando in questo momento.

Pubblicato da Giorgio Consolandi

Giorgio Consolandi – Romano di nascita, apolide per istinto. Impegnato ideologicamente per il sociale, sento forte da sempre il dovere del perseguimento della giustezza e la difesa dei deboli. Contrasto con ogni mezzo i soprusi, sebbene consapevole che il concetto di società perfetta, rimarrà utopico. Ateo, perché rifiuto il concetto di creatore, pongo l’uomo al centro dell’universo e lo rendo responsabile delle sue scelte. Mi interesso di politica poiché credo sia necessaria una visione ampia di tutte le attività umane e della regolamentazione di esse, sono tuttavia consapevole della fallibilità e dell’imperfezione della politica, più che disilluso, continuo ad essere un sognatore, e lotto perché i sogni si concretizzino. La scrittura come forma espressiva del pensiero ed il pensiero come strumento motore della scrittura mi inducono a raccontare le mie analisi personali, le critiche, le esaltazioni, le allucinazioni ed i miraggi che la vita mi infligge senza compassione e senza chiedere permesso. Se cade il mondo io non mi sposto, cerco invece, in un esercizio vano e disperato, di trattenerlo ancorato alla logica ed alla ragione, al sentimento ed all’amore, ma sono sempre più solo. Sostengo ed attuo la difesa degli animali, la loro tutela contro inutili sofferenze ed abusi. Sono figlio degli anni ’60 e ne porto addosso le emozioni e le pulsioni che la mia generazione ha ricevuto. Ho coscienza di far parte di un segmento storico, giudicato con impietosa severità da chi ci succede. La mia generazione ha prodotto contraddizioni morali, etiche, religiose e anche sociali, ma ha determinato la crescita del Paese. I miei J’accuse sono sassi gettati nel lago, lo so che qualcuno è sempre pronto ad accodarsi alla lotta, ne sono convinto!